26 Novembre 2020
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18 novembre: Giornata europea contro abusi sessuali

18-11-2020 13:01 - SAFE
Con SAFE già formati 289 operatori e altri 317 educatori inizieranno a breve i corsi
In occasione della "Giornata europea per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e la violenza sessuale" del 18 novembre il Csi rilancia il progetto SAFE incoraggiando gli adulti a parlare degli abusi sulle persone di minore età impegnati in attività sportive. I bambini spesso hanno paura di parlarne, perché "un bambino non può dire ad un adulto cosa non deve fare".

In occasione della Giornata Europea per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e la violenza sessuale, Azione Cattolica, Centro Sportivo Italiano e Comunità Papa Giovanni rendono noti i primi dati sulla formazione dei loro associati sul tema. Nelle tre associazioni cattoliche scese in campo contro gli abusi sui minori sono stati ad oggi formati 289 operatori, 97 studenti universitari del corso di criminologia dell'Università di Bologna e altri 317 educatori inizieranno una formazione nei prossimi giorni. Sono i numeri dell'azione di prevenzione degli abusi sessuali sui minori realizzato dalle tre associazione laiche del mondo ecclesiale impegnate nel progetto "Safe", cofinanziato dall'Unione Europea, per formare i propri associati affinché nei rispettivi ambienti, nelle attività e nelle relazioni i minori possano crescere in sicurezza.
Un tema divenuto attuale anche in questo particolare tempo di pandemia. Intervenendo sul tema il Consiglio d'Europa ha segnalato un aumento dei rischi del web: tutti gli indicatori mostrano che la circolazione di materiali abusivi e lo sfruttamento sessuale dei minori online siano aumentati durante il lockdown.
Matteo Truffelli, presidente di Azione Cattolica, sostiene che «come anche questo tempo di pandemia ci racconta, rimettere al centro le buone relazioni tra individui e tra generazioni è più che mai fondamentale per alimentare fiducia e speranza in tempi migliori. Ciò significa anche (ri)dare centralità e attenzione ai processi educativi, e in particolare al ruolo, alla responsabilità, che gli adulti hanno nella formazione delle giovani generazioni. Ma - allo stesso tempo - perché questo si trasformi in percorsi sani e certi di crescita individuale per ciascuno, occorre assicurarsi che gli adulti siano, a loro volta, adulti formati e consapevoli del loro ruolo, adulti in grado di garantire cura e tutela dell'integrità fisica e psicologica dei più piccoli che ci sono affidati».
Vittorio Bosio, presidente del CSI, ricorda che «nel 1944 il Csi è nato per i più piccoli. E nella storia la fedele attenzione ai più piccoli è sempre rimasta prioritaria. La parola Safe è la parola chiave nel nostro anno sportivo. Safe vuole per noi essere quella password di sicurezza fisica, di incolumità alla salute e anche di protezione da abusi di ogni tipo: sessuale, emotivo, intellettivo, che possono accadere anche negli ambienti dello sport. Abbiamo dei compagni di squadra eccellenti in questo progetto che è a tutela dei minori. Per formare allenatori e tecnici capaci di intercettare preventivamente i rischi. Sentinelle, con le antenne alzate per captare e prevenire eventuali situazioni di pericolo, prima che sia tardi».
Infine, secondo Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII «scommettere sulla formazione di adulti affidabili significa non solo garantire ambienti e attività sicure per la crescita dei minori, ma rimettere al centro l'educazione, come via per custodire le relazioni e generare speranza e fiducia nel futuro. In questo tempo complesso è importante immettere uno sguardo vigile perché ai minori, già limitati nella scuola, nel tempo libero, nelle loro espressioni sociali di gruppo, siano garantiti spazi e tempi per esprimersi in modo sereno».

Start to talk
L'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, in questa occasione, ha sottotitolato in italiano e diffuso "Start to talk", video della campagna del Consiglio d'Europa (Coe), cofinanziato dall'Unione europea. Il filmato incoraggia gli adulti a parlare degli abusi sulle persone di minore età impegnati in attività sportive. "Start to talk" è un invito all'azione del Consiglio d'Europa (Coe) alle autorità pubbliche, al movimento sportivo e ad altri attori per adottare misure preventive e protettive necessarie a porre fine all'abuso sessuale nei confronti dei bambini.



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