80° anniversario: con slancio verso il futuro del CSI in Toscana
08-03-2026 09:00 -
Il CSI Toscana ha festeggiato al Museo del Calcio di Coverciano il suo 80° anniversario, celebrando un anno di record per l’associazione.
«A livello nazionale il CSI ha raggiunto oggi 1 milione e 600 mila tesserati, in Toscana ha superato i 120 mila, di cui circa il 60% under 16, con più di mille società e incrementi in quasi tutti gli 11 comitati - ha spiegato il presidente regionale Carlo Faraci -. L’associazione gode di ottima salute grazie all’impegno delle società sportive che svolgono un lavoro straordinario nel proprio territorio».
Durante la cerimonia sono state premiate 25 società tra le più antiche affiliate e 85 tra dirigenti, atleti, arbitri e operatori che si sono distinti contribuendo in modo significativo alla crescita del Centro Sportivo Italiano in Toscana dalla nascita dell’associazione fino ad oggi. È stato inoltre ricordato con una speciale onorificenza Pierpaolo Barni, recentemente scomparso ed ex presidente regionale del CSI: il riconoscimento è stato consegnato al figlio e al nipote presenti alla cerimonia.
Tra i volontari arrivati da tutta la Toscana è stato assegnato anche un riconoscimento ai protagonisti “più storici” del CSI Toscana, attivi nell’associazione dagli anni ’80: Carlo Faraci, attuale presidente regionale, e Marcello Tognoni, consigliere regionale e coordinatore della formazione.
Nel corso della mattinata è stato proiettato un filmato, realizzato da Miranda Parrini del coordinamento regionale della comunicazione, che racconta la storia del CSI Toscana. L’associazione mosse i primi passi subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale a Firenze, Pisa, Volterra, Pontedera, San Miniato, Siena, Livorno, Massa, Lucca, Arezzo, Grosseto, Pistoia e Prato, promuovendo discipline come calcio, ciclismo, atletica leggera, pallacanestro, pallavolo, nuoto, ginnastica e arti marziali.
«È bello sapere che il CSI Toscana negli ultimi anni è cresciuto fino a diventare la terza regione più consistente e significativa. Quando un’associazione diventa così grande le vite dei singoli si intrecciano con la vita associativa, le storie di ciascuno diventano la storia più grande di una comunità che ci riunisce - ha dichiarato Michele Marchetti, coordinatore della segreteria nazionale e delle politiche ESG della Presidenza nazionale del CSI -. In tempi complessi, non solo per le normative che hanno messo in difficoltà tutto il mondo sportivo di base, ma soprattutto per le guerre che si riavvicinano all’Europa, dobbiamo recuperare le finalità originarie del CSI, nato alla fine della Seconda Guerra Mondiale per rimettere insieme le persone, farle incontrare e portarle a una nuova visione dello stare insieme, offrendo una possibilità di benessere, di salute, di pace e di serenità».
Una crescita favorita anche dai tanti nuovi progetti che hanno rafforzato la fiducia nel futuro e confermato il ruolo dell’associazione come “palestra di vita”, capace di unire la memoria dei traguardi passati e trasmettere la passione per lo sport alle nuove generazioni. Dalle premiazioni degli atleti vincitori dei campionati nazionali alla “Coppa della Pace”, torneo di calcio a cinque e pallavolo con il coinvolgimento di Luciano Spalletti, Renzo Ulivieri e dell’ex pallavolista della nazionale Veronica Angeloni, organizzato da don Leonardo Biancalani, consulente ecclesiastico regionale del CSI.
«Siamo l’ente di promozione sportiva più antico in assoluto in Italia - ha aggiunto Fabrizio Panchetti, vicepresidente CSI Toscana -. Abbiamo fatto da poco le corse campestri alle quali hanno partecipato oltre 500 giovani. A breve inizieremo il nostro percorso itinerante “CSI in Tour”, con il quale porteremo il villaggio dello sport a ingresso gratuito in tutta la regione in 40 tappe».
«Questo traguardo rappresenta la possibilità di vedere tante generazioni fare sport grazie al CSI - ha spiegato Bernard Dika, sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana -. Gli uomini e le donne dell’associazione hanno promosso l’attività fisica e valori come sacrificio, impegno e fatica: virtù che valgono anche nella vita di tutti i giorni. I giovani non hanno imparato soltanto a correre su una pista d’atletica o a giocare a pallone, ma anche e soprattutto a rispettare l’avversario, lo spirito di squadra, la dignità della sconfitta e la gioia condivisa della vittoria. L’amministrazione ringrazia i tanti volontari che promuovono lo sport, in particolare nelle fasce più deboli della popolazione, perché offrono prevenzione sociale ed educazione alla comunità. Ogni ragazzo che trova il suo posto in una squadra è un giovane che sta trovando posto nella società, sentendosi riconosciuto come parte integrante».
Molti i progetti che in questi anni si sono confrontati con il disagio giovanile e sociale, portando avanti la missione dello sport come strumento di promozione sociale e di crescita psico-fisica equilibrata.
In un panorama sportivo spesso dominato dalla logica della performance, il CSI continua così a proporre un modello in cui correre, giocare e competere significa soprattutto crescere insieme, mettendo al centro l’autonomia dei giovani, il contatto umano e la promozione di corretti stili di vita nei valori fondamentali del CSI: sport come strumento di crescita, inclusione e aggregazione sociale.